Ad agosto 2026 è uscito IBM i Access Client Solutions 1.1.9.14. Non è un aggiornamento di funzioni: è un aggiornamento di sicurezza, e corregge sei vulnerabilità.
Aggiornamento di ottobre 2026. Dopo la 1.1.9.14 sono uscite la 1.1.9.15 (agosto) e la 1.1.9.16 (settembre), che corregge altre tre vulnerabilità:
STRPCCMDmandato da un IBM i compromesso, le macro dell'emulatore con l'azioneRunPrograme i file di sessioni multiple con l'azioneRunora chiedono conferma. IBM scrive che le correzioni si danno solo per la versione corrente: si installa l'ultima, che contiene anche tutto quello che segue.
CVE-2026-13094 · CVE-2026-13105 · CVE-2026-13433 · CVE-2026-14866 · CVE-2026-14875 ·
CVE-2026-16695
Che cosa era esposto
Le versioni precedenti sono vulnerabili a un insieme di problemi che meritano di essere letti uno per uno, perché descrivono scenari diversi:
- Esecuzione di codice arbitrario su Windows quando ACS è installato per tutti gli utenti: la directory e il file di configurazione risultano scrivibili da chiunque usi la macchina.
- Iniezione di una certification authority fasulla, perché il truststore è scrivibile. Tradotto: qualcuno può far accettare ad ACS un certificato che non dovrebbe accettare.
- Zip slip (attraversamento di percorsi) nell'importazione di una configurazione. Un file di configurazione ricevuto da qualcuno può scrivere fuori dalla cartella prevista.
- Le versioni dalla 1.1.8.3 alla 1.1.9.13 scaricano codice non verificato quando sono configurate per aggiornarsi da un IBM i.
- Gli script di esempio in
Documentation\Sample_Scripts\Linux_Mac_Othereseguono codice arbitrario con parametri costruiti ad arte.
Il quarto punto è quello da guardare due volte
Aggiornare ACS da una cartella condivisa sull'IBM i è la configurazione che si consiglia normalmente, ed è quella che quasi tutte le installazioni ordinate hanno: si mette il pacchetto in un punto solo, i client se lo prendono da lì, nessuno gira per gli uffici con una chiavetta.
È anche il percorso che, dalla 1.1.8.3 alla 1.1.9.13, non verifica quello che scarica.
Vuol dire che chi ha fatto la cosa giusta, centralizzare la distribuzione, ha la finestra aperta, e chi aggiorna a mano un client per volta ce l'ha chiusa: la configurazione consigliata è quella esposta.
Come si scopre quale versione hanno i client
Dentro ACS: Guida → Informazioni su. Va bene per una macchina, non per quaranta.
Se la distribuzione è centralizzata, il dato utile è la versione del pacchetto nella cartella da cui tutti attingono, che è il posto da sistemare per primo: finché lì c'è una versione vecchia, ogni client che si aggiorna continua a prendere quella.
Che cosa fare, in ordine
- Sostituire il pacchetto nella cartella di distribuzione con la versione corrente. Va per primo: è la sorgente da cui gli altri client si servono.
- Aggiornare i client. Quelli configurati per aggiornarsi da soli prenderanno la versione nuova al primo avvio utile.
- Controllare i permessi della cartella di installazione sui Windows dove ACS è installato per tutti gli utenti: se sono scrivibili da chiunque, il problema resta anche a versione aggiornata, perché è la macchina a essere configurata male.
- Buttare gli script di esempio se non li usi. Sono in
Documentation\Sample_Scripts\.
Esempio: il censimento prima dell'aggiornamento
Il problema di ACS non è aggiornarlo, è sapere chi ha quale versione. Il client sta sulle postazioni, non sul sistema, e nessuno lo aggiorna da solo.
Il giro che funziona è questo.
Chiedi al sistema chi è collegato. Le connessioni dei client passano dai server host, e
mentre sono attive indirizzo e porta si leggono con NETSTAT OPTION(*CNN). Ripetuto in
momenti diversi della giornata, dà l'elenco delle postazioni che usano ACS. Il giornale di
audit non sostituisce questo passo: AUDIT_JOURNAL_PW registra le password sbagliate, non i
collegamenti riusciti.
Da lì esce un elenco di postazioni, non di persone. È quello che serve: l'aggiornamento si fa per postazione.
Su ciascuna, la versione si legge da ACS, in Guida → Informazioni su. Chi non ha la versione corrente rientra nell'aggiornamento.
La versione precedente
La 1.1.9.13 è di maggio 2026, e IBM la elenca fra le novità del 7.6 TR2: porta in Run SQL
Scripts il supporto a SELF (SQL Error Logging Facility) e nuovi esempi. Tutto resta nelle
versioni successive: aggiornare non toglie niente. Correggeva anche tre vulnerabilità, fra cui
CVE-2026-7770: le versioni dalla 1.1.5.0 alla 1.1.9.12 eseguivano codice da remoto quando
erano configurate per ricevere richieste da IBM i Navigator.
Da non confondere. Esiste un bollettino separato e precedente,
CVE-2026-7770, che riguarda l'esecuzione di codice da remoto quando ACS è configurato per ricevere richieste da IBM i Navigator. È un'altra cosa rispetto alle sei di questa versione.
Su quali versioni funziona
Riguarda ACS come programma client, su Windows, Linux e macOS, a prescindere dal rilascio di IBM i a cui si collega. La vulnerabilità dell'aggiornamento da IBM i riguarda le versioni dalla 1.1.8.3 alla 1.1.9.13 comprese.
Fonti
- IBM Community — ACS 1.1.9.14 is released — elenco delle CVE corrette
- IBM i Access — ACS Updates — pagina ufficiale dei download
- Security Bulletin CVE-2026-7770
- IBM: IBM i 7.6 TR2 Enhancements
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