IBM i Access Client Solutions ha sostituito il vecchio Client Access, e ha una differenza sostanziale: è scritto in Java, quindi lo stesso pacchetto gira su Windows, macOS e Linux. Chi ci passa dopo anni di Client Access tende a usarlo come un emulatore e basta, ignorando la metà degli strumenti che contiene.
L'avvio e la prima configurazione
ACS si scarica dal sito IBM con un ID valido. Non ha un installatore tradizionale: si scompatta e si lancia l'eseguibile per la propria piattaforma. Su Windows è acslaunch_win-64.exe.
La prima cosa da fare è definire il sistema: System Configurations → New, indicando il nome host o l'indirizzo IP. Da lì in poi tutti gli strumenti useranno quella definizione.
Vale la pena impostare subito due cose:
- Il nome descrittivo del sistema. Quando se ne gestiscono quattro,
PROD,TEST,SVILsono molto più utili degli indirizzi IP. - Un colore di sfondo diverso per la produzione. È nelle impostazioni della sessione 5250, ed è il rimedio più efficace contro il comando giusto lanciato sulla macchina sbagliata.
La sessione 5250
Una volta configurata, la sessione va salvata in un file .ws. Quel file può essere copiato, messo su una cartella condivisa e distribuito ai colleghi: tutti partono con la stessa configurazione.
Due impostazioni che conviene rivedere subito:
La mappatura della tastiera. Le impostazioni predefinite non corrispondono a quello che chi arriva da Client Access si aspetta, in particolare per Invio e Reset. Si sistema da Edit → Preferences → Keyboard, e anche questa configurazione si esporta e si distribuisce.
La dimensione dello schermo. Il modello 27x132 mostra molto più contenuto del 24x80 su comandi come WRKACTJOB. Non tutti i programmi applicativi lo gestiscono correttamente, ma per il lavoro di sistema è comodo.
Run SQL Scripts: lo strumento che cambia il lavoro
È la voce più sottovalutata del menù. Apre un editor SQL vero, con evidenziazione della sintassi, risultati in tabella e — soprattutto — Visual Explain, che disegna il piano di accesso di una query e dice dove il database sta perdendo tempo. Si richiama con Ctrl+Shift+E invece di eseguire.
Da qui si accede anche alle IBM i Services, cioè le viste e le funzioni SQL che espongono lo stato del sistema. Sono la sorpresa più grande per chi conosce solo il 5250:
-- L'equivalente di WRKACTJOB, in SQL
SELECT JOB_NAME, SUBSYSTEM, AUTHORIZATION_NAME,
CPU_TIME, ELAPSED_CPU_PERCENTAGE
FROM TABLE(QSYS2.ACTIVE_JOB_INFO())
ORDER BY CPU_TIME DESC
FETCH FIRST 20 ROWS ONLY;
Il vantaggio non è estetico: un risultato SQL si filtra, si ordina, si esporta e si può leggere da un programma. Una schermata 5250 no.
Data Transfer, al posto dell'esportazione a mano
Serve a portare dati fra IBM i e il PC. In discesa produce Excel, CSV o file di testo partendo da una query; in salita carica un file del PC dentro una tabella.
La parte utile è che le impostazioni si salvano in un file di trasferimento, che si può poi richiamare da riga di comando. Un'estrazione ricorrente diventa uno script pianificato invece di dieci minuti di lavoro manuale ogni lunedì mattina.
Le altre voci che vale la pena aprire almeno una volta
- Printer Output — gli spool visti dal PC, con la possibilità di aprirli e salvarli in PDF senza passare da
WRKSPLF. - Integrated File System — l'IFS sfogliato come una cartella, per caricare e scaricare file.
- 5250 Console e Hardware Management Interface — la console di sistema, che serve nei casi in cui la macchina non è raggiungibile in modo normale. Da conoscere prima di averne bisogno.
- Schema (nella sezione Database) — il navigatore degli schemi: tabelle, indici, viste, vincoli e procedure, con le proprietà di ciascuno.
Java: l'unico punto che dà problemi
ACS richiede una versione di Java sufficientemente recente. È la causa più frequente di "non si apre più": un aggiornamento ha cambiato la versione predefinita del sistema, e ACS non parte o parte con errori strani.
Il requisito minimo cambia con le versioni di ACS, quindi conviene verificarlo nella documentazione della propria versione. Se ACS non parte dopo un aggiornamento del PC, la prima cosa da controllare è Java, non ACS.
Una nota per gli amministratori
ACS si aggiorna spesso, e le versioni recenti aggiungono regolarmente nuove IBM i Services e nuovi strumenti. Vale la pena tenere il pacchetto su una cartella di rete condivisa, aggiornarlo lì e far puntare tutti a quella: si evita di ritrovarsi con sei versioni diverse in azienda e comportamenti che cambiano da postazione a postazione.
Su quali versioni funziona
ACS non dipende dalla release di IBM i come dipendeva Client Access: è un programma che gira sul PC e parla con il sistema. Va bene per tutte le release supportate, e conviene tenerlo aggiornato all'ultima versione anche se il sistema è su una release più vecchia.
Il requisito che conta è Java sul PC. IBM indica che ACS gira sui sistemi operativi che supportano Java 8 o superiore, e consiglia di usare l'aggiornamento corrente di una versione LTS. Il requisito minimo si alza nel tempo, quindi va verificato sulla pagina IBM della propria versione di ACS: è la causa più frequente di "non si apre più" dopo un aggiornamento del PC.
Cosa c'era prima. ACS ha sostituito IBM i Access for Windows (il vecchio Client Access), che era solo per Windows e richiedeva un'installazione vera e propria. Le funzioni si ritrovano quasi tutte:
| Prima (Client Access / System i Navigator) | Oggi (ACS) |
|---|---|
| Emulatore PC5250 | Sessione 5250 |
| Trasferimento dati | Data Transfer |
| Esecuzione script SQL in System i Navigator | Run SQL Scripts |
| Visual Explain in System i Navigator | Visual Explain in Run SQL Scripts |
| Navigazione IFS | Integrated File System |
System i Navigator (la parte di gestione grafica del sistema) non è stato sostituito da ACS ma da IBM Navigator for i, che è un'interfaccia web servita dal sistema stesso. Sono due cose diverse ed è facile confonderle.
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